giovedì 21 gennaio 2021

Eva, una vera padrona milf

 

Si era presentata circa così. Non le avreste dato eterna obbedienza?

Il primo incontro con Eva l'ho avuto nel 2009. Ci siamo scritti molto prima di incontrarci perché a lei interessava soprattutto una cosa: che io fossi un vero feticista. Mi aveva spiegato tramite email che una come lei se vuole scopare lo può fare in qualsiasi momento, quello che desiderava da me era un'altra cosa. La mia sottomissione il mio totale abbandono alla mia passione feticista.

Ci diamo appuntamento nel parcheggio di un supermercato. Sale sulla mia macchina una donna sui 45 anni bionda capelli ondulati con un tubino nero autoreggenti velati neri e un'aria di grande superiorità. Ha dei tacchi vertiginosi.

Io all'epoca era un ragazzino con poche esperienze. Mi ero messo una camicia a maniche corte a quadri sperando di apparire vagamente più elegante del solito. Lei ride di me per questo. Mi chiede se ho scelto la musica da mettere su durante il nostro incontro e io le ho detto di no. 

- Con me non devi dare mai nulla per scontato, né la musica né nient'altro.

Mettiamo in moto la macchina per andare in un posto più tranquillo e inavvertitamente ingranando la marcia tocco il suo ginocchio.

- quando si sfiora inavvertitamente una donna si chiede scusa.

- Scusami non ho fatto apposta.

- Si dice "Mi scusi padrona". Ho già capito che ti dovrò insegnare tutto.

Ci sistemiamo nei sedili dietro e lei non mi dà il permesso di sfiorarla. Appoggia le sue gambe sulle mie ed è semplicemente splendida. Io ho un erezione enorme e non mi sembra vero di avere sulle mie gambe un paio di gambe splendide in autoreggenti e tacchi alti. 

- Ora ti do il permesso di avvicinare la faccia ai miei piedi e di annusare.

Io eseguo e mi rendo conto che in queste cose è davvero bravissima. A un certo punto mi dà il permesso di sfilare una scarpa ma con estrema lentezza infilando subito il naso tra la scarpa e la pianta per sentire il profumo. Sembra quasi che stia leggendo i miei desideri più profondi. Eseguo subito e, quando ho il permesso, eseguo anche con l'altra scarpa.

- Le autoreggenti me le devi togliere senza usare le mani però.

È una richiesta molto strana Non sono un amante dei collant strappati Ma quando ho cominciato ad applicarmi per togliere i suoi autoreggenti senza usare le mani mi sono sentito davvero uno schiavetto umiliato. E lei non perdeva occasione per ridere di me e per farmelo notare.

Quando finalmente ha appoggiato le piante dei suoi piedi lisci e profumati sulla mia faccia ho letteralmente perso il controllo. Era ormai da mezz'ora che stavo aspettando quel momento. Ho cominciato ad annusare e a leccare così avidamente che non riuscivo più a capire cosa stessi facendo. Non mi importava nulla di quello che pensava di me o di quanto stessi facendo la figura del verme. Volevo solo assaporare i suoi piedi il più possibile. Come se fosse l'ultimo desiderio di un condannato a morte.

Sento che lei è eccitata e la sua eccitazione sale sempre di più e mi dice tra un gemito e un altro:

- Dio...Sebastiano quanto sei feticista...

Come si è conclusa? Che non mi ha fatto venire e io non ho osato chiederglielo. Ma resta una delle esperienze più intense che abbia mai fatto.


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