Loro mostrano molta titubanza sin dai nostri primi contatti via email ma alla fine decidiamo di incontrarci nel parcheggio deserto di un ipermercato.
L'imbarazzo comincia già nel momento in cui dobbiamo decidere le postazioni: io e lei ci posizioniamo di dietro io dietro al posto dell' autista e lei dietro al cosiddetto posto del morto. Il fidanzato rimane al posto del morto quando invece avrebbe avuto più senso andare al posto dell' autista per vedere lei.
Io inizio a parlare, a fare delle domande a lei riguardo i suoi piedi e riguardo questa avventura: lei è timidissima ma nei suoi occhi leggo una punta di malizia e di divertimento. Lui è interessato ma anche timido e imbarazzato (indossa un paio di occhiali da sole che non si toglierà mai).
- e così ti piacciono i piedi... anche a suo padre piacciono
Dice lei indicando il suo fidanzato. La cosa mi stupisce non poco, evidentemente il suocero ha fatto degli apprezzamenti pubblici ai piedi nella nuora!
Comunque sia i suoi piedi erano particolarmente grandi e non esattamente femminili. Nonostante tutto erano curati e puliti. Io non impazzisco alla vista di quei piedi ma poi cominciando a baciarli e ad annusarli inizio ad eccitarmi.
Passano alcuni minuti vissuti tra l'imbarazzo e l'eccitazione da me e da lei. Poi, quando vedo che il tempo passa e non succede nient'altro, comincia quella strana sensazione che a volte mi capita: la sensazione di far perdere tempo alla ragazza che mi fa baciare i suoi piedi. È una sensazione orrenda e non riesco a ignorarla.
Sono sicurissimo che se non ci fosse lui lei si lascerebbe andare e sarebbe decisamente più eccitata e intrigata.
Li ringrazio e me ne vado.
Un po' di freddezza nel primo incontro ci può stare, soprattutto per loro che erano alla prima esperienza. Per questo motivo ho provato a ricontattarli nei mesi successivi, ma loro, con un pretesto o con un altro, non hanno mai accettato un secondo invito.
Il problema ero io? Erano loro? Era la situazione?

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